Piccole scosse

Non lo saprei spiegare cosa è successo esattamente. Era sera, ero in mezzo ad altre persone.
E quella presenza era metà tra piacere e fastidio. Non lo so che è successo. So che dopo, nella notte, ci ho ripensato. So che è stata una piccola scossa. Un terremoto di lieve entità che ha scrollato via alcune macerie di una storia che non voleva finire.
Mi sono detta: “C’è altro là fuori. E forse un po’ me lo merito”.
Ho provato, ho preso il coraggio a due mani e ho piantato un primo paletto a terra, un primo confine. Non forte come credevo, ma un piccolo argine, comunque.
Ora ho ancora delle macerie incollate addosso, ora guardo piccoli pezzi di un muro che era il mio passato. Ogni tanto torna su, e viene voglia di smontare quel paletto, poi mi dico di no, che non posso farlo. E ci riesco.
Solo che adesso mi trovo così, col cuore gonfio, piena di voglia di iniziare qualcosa di nuovo, di veder crescere qualcosa di bello, e il vuoto intorno.
L’epicentro di quella scossa, al momento, si è nascosto. Ma mi ha aiutato ad aprire gli occhi, e va bene così.

(uff, lo so. Post tristi in questo periodo, ma va così)

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