EquiLibrismi – Tristezze stanche

A Torino la luna è piena. Illumina la mia strada mentre, nervosa e stanca mi avvio verso una cena solitaria, per poi salire in camera.
Niente Tv stasera, malumore e occhi stanchi mi scoraggiano. Accendo la luce del comodino, basta quella per il mio umore e per me,  metto un po’ di musica (santo Bollani, subito) e apro il libro.
Il mio toccasana, la mia panacea. Mi tuffo nelle pagine di  Soriano. “Triste, solitario y final”. Che, per fortuna di triste ha ben poco, perché, come sostiene un mio amico, le mie labbra non sono fatte per tenere il broncio.

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