Scenografia della comunicazione

Disclaimer: questo post parla di comunicazione e di politica. 
E può darsi che io non capisca nulla di nessuna delle due. 



Questo è stato il week-end di Matteo Renzi. Dopo un anno è tornato alla Leopolda e in questo week-end è stato impossibile ignorarlo. E’ stato il week-end della scenografia della comunicazione. Dimostrazione di come, spesso, lasciamo che sia il contorno ad affascinarci, rendendoci disponibili a soprassedere su contenuti. Ecco perché qui entro poco nei contenuti e più sulle scelte di comunicazione e su alcuni “buchi”

Partiamo da un presupposto. è evidente e lampante, Matteo Renzi non è il mio personaggio dei fumetti preferito. Ma non sono così ottusa da non riconoscere una buona idea se la vedo. E per me il problema non è che Matteo Renzi a 19 anni abbia partecipato alla “Ruota della Fortuna”, o che sia un “figlio di papà”, non lo è neanche questa storia del Pdf salvato da Giorgio Gori (stasera qualcuno pensa di aver fatto lo scoop scoprendo che il file è stato salvato da Gori. Si sapeva da settimane che Gori si stava occupando dell’organizzazione dell’evento, ha parlato sul palco…. l’uso del suo computer per scrivere le 100 idee probabilmente era incluso nel pacchetto).

I miei dubbi partono dai concetti di base. Renzi vuole un Big Bang per far estinguere i Brontosauri…. dove cavolo è il numero della maestra delle elementari? Dove quello della prof di biologia?! Io ricordavo la sequenza così: Big Bang, brodo primordiale, dinosauri, glaciazione…. Nulla, Renzi si dev’essere distratto mentre vedeva l’era glaciale.

La faccio semplice, vado per punti e spiego cosa di Big Bang mi sembra solo operazione di scenografia e non di contenuto.
Nuvola Tag. Come già mi facevano notare da venerdì sul sito è presente una bella nuvola tag. Ormai va di moda, è bella (‘fa arredo’) ed è funzionale. O almeno, lo sarebbe, se passando il mouse su una di quelle voci e cliccando portasse a qualcosa (documenti della scorsa edizione, documenti vuoti che si riempiranno man mano che arrivano gli interventi….). No, quelle parole sono lì solo per fluttuare allegramente sullo schermo.

Chi ha parlato. Non tutti hanno avuto modo di vedere tutti gli interventi o magari si vuole rivedere un intervento in particolare o saperne di più su una persona. Nulla, a questa voce troverete alcuni nomi e la loro foto davanti al wall della Leopolda. Per il resto, rivolgetevi a Google (sfaticati)

Video. Idem come sopra. Capita di essersi persi un pezzo o che si voglia rivedere qualcosa. Mi auguro che sia solo questione di tempo. Sta di fatto che a un giorno dalla chiusura sul canale dell’evento i video caricati sono pochi (solo 37). Porteremo pazienza (intanto la rete è più veloce di loro e alcuni video sono già su youtube).
Se poi posso permettermi il player della diretta sul sito era veramente irritante. Nessuna possibilità di mettere in pausa o di regolare il volume del video. L’unica soluzione era azzittire del tutto il computer o chiudere la pagina.

– E veniamo al vero punto dolente. Il tanto sbandierato “WikiPD“, le 100 proposte, le idee da candidare che sarebbero dovute nascere dalla Leopolda per poi viaggiare in rete e costruire un programma del PD.
Bene, WikiPD, che come ci ricorda Popolino, è in realtà un’idea che circola già da tempo, viene annunciata da Renzi nelle conclusioni. Sul twitter dell’evento annunciano “#leopolda #Renzi con wikiPD ci apriamo dalle otto di stasera a tutti quelli che vogliono partecipare”.
Alle 20 non c’è ancora nulla, ma pazienza. Stamattina ecco che sul sito è lì disponibile un bel…. File PDF.
Alla vista del PDF ti sale la carogna. Perché a questo punto tanto valeva mettere un modulo per la richiesta e mandarmelo via fax. Anzi no, ciclostilalo che passo a ritirarmelo!
Già che te lo sei scaricato, il wikipdF, ti leggi i 100 punti. E capisci che quello non è un programma. Sono 100 slogan. E quando prova a spiegarsi. Bang, torna il politichese incomprensibile (e giuro, io il politichese lo leggo tutti i giorni).
Nel pomeriggio la situazione cambia. I 100 punti vengono organizzate in aree ed ogni punto ha un proprio documento. Commentabile. 3 commenti per pagina.
Così, su punti controversi come quelli sulla pensione (19) ci vuole la pazienza di Giobbe per leggere tutto.
Eccolo il punto. Quando usi un termine non puoi farlo solo perché fa figo, perché in Islanda con il wiki ci hanno scritto la Costituzione e allora noi facciamo il WikiPD. Dì “metteremo i 100 punti online e potrete dirci che ne pensate, previa approvazione di un moderatore”. No, caro Renzi, quello non è il wiki.
Questa cosa, per altro, sta portando ad un’ondata di commenti sulla pagina dell’evento, con tutte le proposte, proposte sparse nei commenti al sito. Mi chiedo se, quando e chi avrà il compito di armonizzarle tutte all’interno del documento. A chi spetterà il compito di depennare punti su cui si è presa una cantonata (vedi il punto 87 sul quoziente familiare, ormai bocciato anche dai promotori) e di aggiungerne altri arrivati dalle segnalazioni.
Se nessuno lo farà in tempi brevi l’ondata di entusiasmo scemerà e addio al progetto di programma collaborato.

Un’altra cosa sembra strana. Teoricamente le 100 idee sono la sintesi degli interventi di questi giorni. Persone diverse, con idee diverse. Bene, trovate un punto che non sia perfettamente aderente al pensiero di Renzi. Possibile che nessuno abbia avuto un’idea, una posizione dissonante rispetto al suo?
Un altro capitolo riguarda poi l’effettiva fattibilità delle idee nel programma. Perché la comunicazione in politica è importante. Ma se le idee si rivelano un Programma alla Miss Italia (la pace nel mondo, felicità per tutti…) non ci si costruisce il futuro del paese, ma ci si fanno i coriandoli. Qualcuno ha già tirato fuori il pallottoliere per Renzi. E qualcosa non torna. Sarà il caso di stare attenti.

p.s. poi, entrando nei contenuti, a me la proposta di Zingales (i denunzianti civici) fa un po’ paura.

p.s.2 – Update del 1-11. Leggo un’agenzia in cui Civati dice: “La Leopolda l’anno scorso e’ finita allo stesso modo. Da li’ partì un wiki, un sito aperto ai contributi, cui Renzi tra l’altro non volle molto partecipare. Questo la dice lunga sulla serietà dell’operazione”. Ecco, così mi sento meno sola

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