Un pirata piccolo piccolo

Le dittature esistono anche perché dei popoli le hanno permesse,
 i dittatori non nascono dal nulla, ma da contesti “favorevoli” 

Vi siete mai chiesti cosa significhi compiere gli anni il 29 febbraio? è la base del romanzo di Amara Lakhous: “Un pirata piccolo piccolo”.
 L’autore di “Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio” racconta che l’idea per il romanzo viene dal fratello minore, Hamid: «Chi nasce il 29 febbraio vive il tempo in un modo davvero strano: salta da 4 a 8, da 8 a 12, e così via».

E così nasce Hassinu, nato il 29 febbraio, impiegato delle poste ad Algeri, che si trova improvvisamente a passare dai 36 ai 40 anni. Nel romanzo c’è uno spaccato sulla società musulmana e le sue contraddizioni legate allo scontro fra la tradizione secolare e il mutare dei tempi e della società.
Hassinu si sente in qualche modo scippato della propria vita. 40 anni nella società algerina sono un’età  delicata per gli uomini,  rappresentano una fase di passaggio: nella tradizione musulmana sono l’età della profezia, Maometto riceve la rivelazione divina a quarant’anni. Dovrebbe essere l’età della maturità, della piena realizzazione, della stabilità. Ma Hassinu ci arriva impreparato, spaventato.
E’ ancora scapolo, una situazione che la società araba di fatto non ammette, perché suscita il sospetto di omosessualità o d’impotenza, e che con il passare degli anni è diventata indice di povertà. Il matrimonio è visto come mercato, un’asta in cui vince il miglior offerente: a un estremo i ricchi, che possono permettersi mogli giovani e belle; all’altro i meno fortunati, ai quali non resta che frequentare di tanto in tanto qualche prostituta. Relazioni mercenarie, amori a pagamento che a volte, però, sconfinano in veri e propri legami affettivi. Non essendo sposato Hassinu è un escluso da tutto. In una società corrotta in cui vige lo scambio di favori, non può vantare raccomandazioni, non può offrire servizi in cambio di qualcos’altro che inglobano in sé diritti, doveri, privilegi E così il suo unico vero amico, quello a cui Hassinu confida tutti i suoi problemi, ansie e speranze resta Fertas, il suo pene

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