EquiLibrismi – Quando la copertina è un ricordo

Dall’inizio dell’anno ho un lettore ebook. Sono calate di molto le mie incursioni in libreria per comprare libri.
Ma ci sono delle eccezioni. Una di queste è quando la copertina del libro porta in sè un ricordo troppo forte che ti spinge a voler avere fisicamente quel libro, per guardare quell’immagine, quel colore.
Mi è successo con “Il dizionario delle cose perdute” di Francesco Guccini, vedendolo ho subito ripensato alle sigarette che fumava mio nonno quando ero piccola, un pacchetto verde con una nave (una caravella?) stilizzata sopra.

E non mi sono pentita dell’acquisto,  il libro è il racconto di oggetti (la ghiacciaia) o stili di vita (le braghe corte estate ed inverno fino ai 14 anni) che conosciamo solo dai racconti dei vostri genitori. Ma non solo.
Se avete assistito al passaggio dagli lp in vinile, alle musicassette, ai cd e infine agli mp3, se vi ricordate il grigione e tutti gli altri apparecchi telefonici che sono passati per le nostre case, fino al cellulare. Questo è il libro per i vostri ricordi. (Su Sfera Publica la recensione intera)

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